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Le catene di S. Antonio

Capita abbastanza spesso di ricevere nella casella di posta elettronica un messaggio che fa parte di una catena di S. Antonio. Come ci si deve comportare in questi casi, soprattutto se il messaggio dice che è questione di vita o di morte di una persona. Ad esempio, ecco il testo di un messaggio piuttosto famoso.

Oggetto: FW: Gira questa mail per favore (SERIAMENTE). Bimba gravissima Non si chiedono soldi, ma solo di fare girare questa notizia nella speranza di contattare qualcuno che conosce il problema... Grazie
Mi chiamo Daniele Brandani e ho una figlia di 2 anni di età che si chiama Lucia. Nell'ottobre del 2001 abbiamo scoperto che Lucia ha un cancro. Si tratta più precisamente di un "endocarcinoma surrenalico secernente", una forma molto rara nei bambini. Purtroppo dopo 2 operazioni e la chemioterapia fatta (si tratta di un ciclo con Mitotane associato a Etoposide, Doxorubicin e Cisplatino) non abbiamo avuto il minimo risultato ed il tumore continua a crescere ad una velocità spaventosa. Forse tu conosci qualcuno che potrebbe darci aiuto per affrontare questo tumore, forse tu conosci un amico che ha già avuto questa esperienza e se lo conosci digli di contattarmi al più presto, non ci rimangono che poche settimane! Se non lo conosci tu lo potrebbero conoscere i tuoi amici. Per favore fai circolare questa lettera. Grazie
Daniele Brandanti , c/o Edizioni Bora S.n.c., Via Jacopo di Paolo, 42 - 40128 Bologna. Cell: 348-711.25.95. Fax: 051-374.394 specificare per LUCIA BRANDANI

Questo toccante messaggio, versione moderna delle gare di solidarietà passaparola, merita alcune riflessioni.

  1. Con tutte le buone intenzioni del mondo, questi messaggi sono il più delle volte bufale vere e proprie, scherzi o comunque scaduti. Nel primo caso, non fanno alcun danno se non intasare la Rete e far perdere un po' di tempo a ognuno dei destinatari. Nel secondo caso, si tratta di uno scherzo stupido e vigliacco ai danni di una persona che si ritrova il telefono o la casella di posta elettronica intasati: è come se io mandassi in giro il numero di telefono della mia amica con il messaggio "Mi chiamo Beatrice e ho bisogno di compagnia: saprai consolarmi? Passa il mio messaggio agli amici.". Il terzo caso è il più patetico; si supponga che il messaggio sia vero, ma che nel frattempo la bambina sia morta: i genitori continuano a ricevere messaggi da parte di persone animate dalle migliori intenzioni, ma che non fanno altro che aumentare il dolore.
  2. Per evitare tutto questo, è bene usare una semplice precauzione, quella che tutti chiedono a qualunque giornalista: verificare la fonte prima di diffondere il messaggio. È responsabilità di tutti verificare che il messaggio sia veritiero e ancora attuale prima di inoltrarlo a mezzo mondo. Se il messaggio non supera la verifica o se non riesco a verificarlo, NON BISOGNA INOLTRARLO.
  3. Se il messaggio supera la verifica, è opportuno accodare una riga con scritto "Verificato personalmente il ..." e con la firma, aggiungendo anche i propri recapiti: ci si fa così garanti di quanto si inoltra.
  4. Se il messaggio non supera la verifica, si può anche decidere di mandare in giro un nuovo messaggio dove si spiega che questa catena di S. Antonio non è veritiera.
  5. Non bisogna MAI lasciare né nel corpo del messaggio né nelle intestazioni (nel campo A:) gli indirizzi degli altri destinatari, neppure di quelli precedenti. MAI. Questo è uno dei metodi più utilizzati dalle aziende che fanno spamming (pubblicità non richiesta) per procurarsi indirizzi di posta elettronica sicuramente validi. NON SI DEVONO FORNIRE DATI DI ALTRE PERSONE. Occorre quindi eliminare tutti i riferimenti nel corpo del messaggio e utilizzare il campo Ccn: (chiamato anche Bcc) per inserire gli indirizzi dei destinatari in modo che siano invisibili.

La posta elettronica è una tecnologia nuovissima, ma è necessario che tutti gli utenti usino (e pretendano) correttezza, cortesia e responsabilità. Altrimenti non è più un mezzo di comunicazione, ma di disturbo.

PS: questo appello era autentico, ma la diagnosi del tumore della piccola Lucia risale all’ottobre del 1999, non del 2001. Lucia è morta nell’aprile 2000. Poi qualche mascalzone ha rimesso in giro l’appello, modificandone la data.