Il nome "Rosa Pristina"

"Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus." Così Umberto Eco fa terminare la sua opera Il nome della rosa. È la rivelazione sul perché questo capolavoro si intitola così. Parafrasando il testo latino, si può tradurre come non possiamo arrivare alla conoscenza profonda di ciò che ci circonda, ma dobbiamo limitarci a conoscere i nomi delle cose.

Si tratta di una vecchia disputa filosofica, nella quale non è il caso di entrare. Questa frase mi ha però colpito, perché è sicuramente falsa. Più precisamente, è falsa per chi è stato veramente innamorato almeno una volta: l'innamoramento è proprio raggiungere l'altro nel suo intimo più intimo, fino a provare la sensazione di conoscerlo in pienezza e di essere fatto della stessa pasta. Ovviamente è una situazione parziale, ma per chi la vive è totale e totalizzante.

Siccome l'affetto profondo per le persone (per alcune persone, in realtà) è il mio bene più prezioso, ho voluto darne una testimonianza contorta attraverso il nome dello studio. Certo, il nome significa il contrario di ciò che intendo, ma in Il nome della rosa si dice anche che spesso la verità si manifesta "per speculum et in aenigmate".

Nella carta intestata dello studio, campeggia una fotografia permeata dallo stesso spirito.